oggi è tempo di fotografare l'anima delle persone di marmo.
voglio tornare a Staglieno, presto
ieri sono stata qui

riemergo dagli inferi per scrivere una cosa a cui tengo.
ieri, locarno Depeche Mode.
concerto memorabile.
complice forse la non totale visuale di quel brutto palco, [e di fletcher er patata ] merito di una scaletta fatta con la pancia e non con la testa, un insieme di fattori che mi han fatto dire "che bella sensazione!!"
siam partite io e fra da milano con un caldo feroce, facendo una cazzo di strada inutile...vabè, dentro e fuori dalla dogana per due volte [ che manco Troisi ], ogni tanto spuntava una capra a farci ricordare che la Svizzera è sempre la Svizzera
è stato un viaggio bello, che mi ha scartavetrato la faccia portandomi in posti che non vedevo da tanti di quegli anni che si perde il conto. da quando mia mamma mi infilava i pacchetti di Kent nelle mutande per poterne portare due in piu' fuori da quel paese che sapeva di cioccolato e caffè. che spettacolo, a ripensarci mi commuovo. via da questo paesaggio di sbarre, pini e doganieri ci ributtiamo a Luino, il paese dei comici, costeggiamo il lago fino a Zenna, un lago nero, anche d'estate, quando le luci cominciano a smorzarsi e il lago ti mangia con la sua profondità. di nuovo la dogana, eccoci di nuovo in Svizzera, dove le aiuole sono Svizzere, i taxi sono bordeaux Svizzero, le informazioni sono così..Svizzere. Dopo un tunnel claustrofobico lungo troppo vediamo la luce direttamente a Locarno. Città Svizzera da morire.
Col solito culo troviamo parcheggio gratis, il chè per Locarno sa di miracoloso. La piazza Grande è lì dietro, camminiamo in fila con tanta gente che arranca tra le viuzze per infilarsi nella piazza del concerto.
Biglietti, grazie, ok. passiamo, ci danno le bustine con le Ricola [altra zaffata di ricordi infantili] ci danno flyer e ... TAPPI PER LE ORECCHIE!
a me?! ma mi prendete per il culo??
ora , a parte tutto solo in SVIZZERA ad un concerto ti forniscono di tappi griffatii Winterthur!
piegata in due mi avvio con fra verso un punto piu' vicino perchè da lì è un supplizio. il palco è lontanissimo. ci facciamo starda e grazie ad un intuizione felice della Capra arriviamo sotto il palco, altezza prima fila sotto un portico dove si stava benissimo. ottima visibilità, escludendo appunto palco e fletch, avendo un megaschermo sulla testa e martino e dave ben visibilie spazio per repirare e ballare. olè!
è ancora chiaro, aspettiamo un'ora circa, lì, in piedi in mezzo ad un popolo straniero, grande e bevente....è ora, attacca l'intro e subito si capisce che il concerto ha un suo perchè. dave è carico, carichissimo. sempre con quel fisico da paura, la faccia furba e dichiaratamente soddisfatta sorride sul megascreen. cazzo c'è una marea di gente! la piazza è stipata, non cade uno spillo. martin gore impavido fauno col cappello di lana [ !! ], ci saran 38°.
dopo A pain that i'm used to parte A question of time, arrangiamenti originali e votricare di microfono. sì. così si fa.
Suffer well, la canzone inutile [che mi rimarrà attaccata al culo per tutta la notte ], Precious
e finalmente la donna rossa col becco si materializza sugli schermi. Walking in my shoes. brividi. subito dopo è Stripped, poi Home e In your room che mi rigira il coltello nella pancia. Devo morire subito? no, per sapere.
abbiamo la lingua felpata, un po' il caldo, un po' gli urli inconsulti che mi partono dalla bocca. Nothing 's impossible, bene, ne approfitto per andare a prendere da bere. 2 bicchieri d'acqua [bicchieri] 4 euri. Ammazzatevi!
torno da fra giuso in tempo per l'attacco di I feel you. mi muovo densa a tempo di musica, i feel you è ipnotica.
di fianco a me c'è un gran bell'uomo che filma alcuni pezzi col cellulare.... [peccato che è svizzero]
ci divertiamo parecchio io e fra, ci guardiamo, sorridiamo, ci abbracciamo. John the revelator, Behind the wheel e poi, mi pare in questo ordine, un pezzo da novanta: Doesen matter two. la solita storia, acustica perde il cinquanta per cento, ma non l'avevo mai sentita e martino al solito svetta! partono le hit, World in my eyes, Personal Jesus e enjoy the silence, un bordello!
pausa, il palco è buio, io comincio a sudare freddo. spero ma non troppo, la delusione sarebbe cocente.
eccoli, di nuovo loro, di nuovo queste bestie da palco che dopo 25 anni ancora mi hanno azzerata.
aspetto shake the disease, e a sorpresa martino attacca con Leave in silence. Dio!!
acustica anche questa, perde tantissimo, manca quello che me l'ha fatta amare tanto, ma la voce di Gore ti entra nel cuore, e ti culla su quelle note tristissime. finita, panico, il cuore pulsa all'impazzata, ora muoio. no, davvero... fra senti qui ..
in un delirio [mio] attacca Photographic.
esplodo! non vi sto a dire cos'è per me questa cosa, un pezzo di vita, un pezzo di storia, la mia.
ho dato tutto quello che potevo, la fanno come devono, cazzo, bravi!!!
alla fine mi esce un suono: GRAAAAAAAAZIEEEEEEEEEEE!!!!
piango, Attacca never let me down again, il grano, il caldo, rido piango, lo schermo ci mostra la piazza, grazie, a tutti, anche agli svizzeri!
dio che bello.
trascinata come al solito chiude il concerto. e che concerto. Grandi!
ma quelli a milano chi erano?
sfinite coi polpacci doloranti provoliamo un po' sotto la transenna per una setlist. niente. vabè, andiamo a casa. da dietro un ragazzo scatta una foto, alla mia maglietta dice fra; devotional toru, waking in my shoes.
dopo questo concerto ho promessio di metterla sotto vetro, non ce la fa piu', è lisa e piena di buchi. la passerò a mia figlia, un giorno.
comunque, l'incubo di Suffer Well mi accompagnerà come una fedele carogna da lì fino a casa. per la felicità di fra
prendiamo la mini, senza parole, così con la faccia da ebete. tanto ebete che al momento di chiedere la direzione mi esce: scusi, la strada per andare in italia?... 
grazie svizzeri, siete stati tutti gentili, a tratti esilaranti [non hai il bollino...mmmm...] ma gentili. lasciamo la vostra terra perfetta e ce ne torniamo a casa
buona notte.
a white house, a white room the program of today
lights on, switch on your eyes are far away
the map represents you and the tape is your voice
follow all along you till you recognize the choice
i take pictures
photographic pictures
bright light, dark room
bright light, dark room
I said I'd write a letter but I never got the time
and looking to the day I mesmerize the light
the years I spend just thinking of a moment we both knew
a second boss looking into it seems it can't be true
I take pictures
photographic pictures
bright light, dark room
bright light, dark room
 lunedì 10 luglio a locarno mai piu' così
 www.lorettalux.de
queste pagine sono in stallo da un po', non ho tempo nè testa per riempirle in questo momento, ma è solo un periodo. quindi presto tornerò a sporcarle . sospesa nel nulla. l.
Some exclusive info on "Control"
New order are doing the score, is its yet to be recorded. Filming to commence July 10th 2006 and will last for about 10 weeks.
The music in the movie will include the original Warsaw and Joy Division songs recorded back in the late 70's and 1980, it will also include other music from bands such as David Bowie, Buzzcocks, Iggy Pop, Roxy Music, Lou Reed, Section 25, Sex Pistols and more.
More info as it comes:
Sign up on their official web site
http://www.controlthemovie.com
ARTE URBANA IN CORSO
Una domenica dedicata alla street-art, all 'arte che veste i muri delle città con l 'uso di diverse tecniche e materiali. Un momento creato per il confronto tra artisti e pubblico di ogni genere. Un evento che tenterà di incontrare la gente, di raccontarsi e coinvolgere e che avrà come spazio ospitante il teatro Comuna Baires, luogo di ricerca culturale e artistica. Il tema nel quale gli artisti lavoreranno riguarderà il paradosso dell 'arte di strada, che nasce come contestazione o esigenza personale e finisce per inserirsi nelle logiche del mercato. Ognuno racconterà attraverso la propria tecnica artistica, il tragitto personale e il movente che lo ha spinto ad uscire dalla tela per esprimersi direttamente sulle strade, mettendosi davanti agli occhi di tutti. L'evento mira a sfogare quell' esigenza dell 'anima, espressa con l 'arte,di ritorno all 'infanzia, all 'impulsività che è propria dei bambini ,e che si perde, diventando adulti. Vi sarà quindi uno spazio appositamente allestito per i più piccoli e per chiunque voglia lasciare un segno. Gli artisti esporranno i loro lavori, dipingeranno "live"su una grande tela allestita nel teatro e su materiali di recupero. Artisti coinvolti : Abbominevole Al quadrato Bros Elgato Faust Frode Ivan Luze Myguita&Nubaza Nays Pao Petting Phobia Pus Santy Termine Mura
Evento a cura di: ]Sara Leghissa, Federica Santulli, Marco Varasi Luogo e Data: Comuna Baires, via Parenzo 7 , 20143, Milano. Domenica 18 giugno '06, dalle 16:00 alle 23:00. http://www.comunabaires.it/ Costo ingresso : 2€ Per informazioni:
Sara Leghissa tel. +393335261491 email: saral84@libero.it
Federica Santulli tel. +393333797055 email: final_mente06@libero.it

I take my time away and I see something and thats my story and I see something this takes me back again and drops me so this takes me back again and drops me so far safe
hey hey hey hey hey hey hey.... yeah
Ive seen it all go and Ive seen something Ive seen my head grow and Ive seen something this takes me up again and drops me so this takes me back again and drops me so far safe
Ive seen my time away blows up and far away Ive seen it all before Ive seen my head expand my head expand
Its living inside me
happy birthday Norma Jean

you're perfect in the way, a perfect end today you're burning out their lights, and burning in their eyes I love you Sugar Kane, a-comin' from the rain oh kiss me like a frog, and turn me into flame I love you all the time, I need you 8 to 9 and I can stay all night, yr body shining
and I know there's something down there sugar soul back to the cross a twisted lane there something down there sugar kane
I'm back again in love, I'm back again a dove where'd you get your light, your smilin' sugar life another lovers day, another cracked up night every night I say, the light is coming
and I know there's something down there sugar cone back to the cross a twisted lane there's something down there sugar kane
hey angel come and play, and fly me away a stroll along the beach, until you're out of time I love you sugar kane, a crack into the dream I love you sugar kane, I love you sugar kane I love you sugar kane, I love you sugar kane I love you sugar kane, I love you sugar!
sugar kane, sonic youth
malìa due
malìa uno
belle & sebastian, milano 24 maggio 2006
il concerto dei belle & sebastian per me è stato magico, avvolgente come l'aria calda di un campo di papaveri in una giornata di sole. io ci metto le senzazioni visive, le parole le lascio a dan, che me li ha fatti conoscere e amare. grazie davvero.
Le serate che aspetti da tanto tempo non si estinguono neanche tramutandosi in ricordi: te le senti continuamente addosso e sembra di toccarle con mano tanto il riviverle sembri concreto. Ho atteso quasi due anni per rivedere i Belle & Sebastian da quando, sotto il cielo stellato dell'estate, il loro concerto era scivolato via talmente rapido che avrei voluto non finisse mai. Ma in fondo le lunghe attese sono quelle che vengono poi ripagate nel migliore dei modi e cancellano tutti gli infiniti istanti in cui avresti voluto fossero lì per te, pronti ad attaccare un nuovo pezzo con la dolcezza di sempre. E così ieri, nel tempo che passava dalla fine del gruppo di supporto al loro ingresso in scena, la tensione si andava accumulando sempre più nelle gambe e il pensiero che da lì a poco si sarebbero materializzati forse ha tolto anche un po' il respiro. Sono bastate le prime note di Stars of Track and Field e il tenue cantato di Stuart col il suo cappello perchè provassi brividi e pelle d'oca come la prima volta. Another Sunny Day che più che dal nuovo disco sembra venire direttamente dai primi anni di carriera e i loro volti nitidi pochi metri più in là.. i balli sul palco, la comicità di Steve Jackson che più che un chitarrista sembra un cartone animato uscito dalla mente strampalata di qualche folle genio e la compostezza di chi, dietro alla batteria, tiene il tempo di tutte le canzoni più pop che esistano. Ed è nell'accezione del termine, musica popolare, che il pubblico partecipa con la voce o con lunghi e intensi battimani che si fondono con le canzoni in un abbraccio che solo un gruppo così è capace di trasmettere. Quando le ultime strofe appena sussurrate di State I'm In si perdono sul soffitto e il gruppo esce di scena, tanto basterebbe per concludere col botto un concerto già di per sè esaltante. Ma in questi casi, si sa, il gruppo si lascia chiamare per tornare, sommersi da grida e applausi che li sospingono per un finale dapprima più sostenuto con Blues Are Still Blue e infine l'ammaliante piano di The Boy With the Arab Strap. E quando le luci si accendono, il pubblico inizia a scemare verso l'uscita e mi giro verso le gradinate dove mia mamma mi aspetta con un sorriso grande così, è proprio il segno che serate tanto stupende capitano talmente di rado che sembrerà di viverle in eterno.
dan
   
proseguo sulla via del ricordo.. non credo ci sia un posto che piu' mi abbia affascinata fin da bambina. pomeriggi estivi, l'afa mi lambiva le gambe salendo dalla ghiaia ai piedi costretti in sandaletti blu col bordino bianco. l'odore dei gigli e dei lilium mi aggrediva passando davanti alle corone in fila all'ingresso. i morti sfilavano sui carretti con le ruote, in testa ad una processione ridicola e tutti dietro col passo svelto in rigoroso silenzio. andare a staglieno era una specie di viaggio mistico, ancora non avevo nessuno sepolto lì a cui portare fiori, ma quando la signora Tere, vicina di casa di nonna ci andava io l'accompagnavo volentieri. la perdevo di vista quasi subito e mi ritrovavo a vagare per i vialetti, rapita dagli sguardi delle persone di marmo. mani protese a chiedere attenzione, occhi al cielo a chiedere consolazione, visi trasfigurati dal dolore, bambini fermati in una felicità piertificata. un popolo vivo e immobile. ogni tomba racchiude in sè una storia, calze di seta e vestiti buoni, piccole teche con succhiotti e scarpine fatte a maglia cementate dal tempo. le statue raccontano e tu ascolti. come tante voci che si sovrappongono in un unico bisbiglio. la paura non faceva parte di me, ammaliata dal fascino, dalla pace di quel posto senza tempo incurante del passaggio delle stagioni e della gente, dei pullmini, dei carretti. la signora delle noccioline all'ingresso a destra vende ancora i suoi dolci, la tomba di quel grand' uomo di Govi, la signora vestita da sposa, i corridoi, le scale nel palazzo dei morti come lo chiamo io che portano alla galleria bianca dove ora ci sono i miei nonni. e la tomba di Faber, l'ultima volta che ci sono andata c'era una bottiglia di vino. è troppo tempo che non ci vado, sento il richiamo di quel posto. quel posto fatto di statue sporcate dalla vita, dalla noncuranza, l'autogestione della morte. quel posto così bello. Staglieno non è un cimitero, è un inno alla vita. e io subisco il suo fascino.
     
c'erano una volta i Joy Division...
manchester, tre giovani ragazzi che come molti in quell’epoca suonano e sognano di mettere su un gruppo; bernard sumner , peter hook e terry mason danno vita ai stiff kittens, è il ’76.
Il concerto dei sex pistols fu determinante e come dice deborah curtis [moglie di ian] in Touching from a distance; -finito lo spettacolo sembrava che tutti avessero fretta di uscire, come se ognuno avesse ricevuto istruzioni e dovesse partire in missione- , questa era l’aria che si respirava, il fermento , la consapevolezza di avere qualcosa da dare. a quel concerto c’erano anche sumner, hook e mason ma è a quello di iggy pop che ian ebbe la certezza di avere gli elementi con cui avrebbe formato un gruppo. l’entusiasmo era tanto e l’energia pure. all’inizio del ’77 ian curtis entra a far parte del gruppo e a maggio salgono sul palco come spalla ai buzzcocks, [ altro gruppo della scuderia factory ] all’electric circus di manchester, il gruppo cambia il nome in warsaw, omaggio a bowie e tony tabac sostituisce mason alla batteria. L’accoglienza e la critica non sono delle migliori, ma come disse tony wilson –all’ultima cena c’erano solo dodici persone-. una di quelle persone era martin zero hannet, il guru della scena musicale mancuniana dell’epoca. intanto ian, che era sposato con deborah dal ’75, continua a lavorare all’ufficio comunale, e si occupa in particolare dell’integrazione dei disabili assicurandosi che i loro diritti vengano rispettati. Gli fanno inoltre frequentare un corso di specializzazione sull’epilessia. Triste presagio della malattia che non gli avrebbe dato tregua. intanto ascolto decades, e l’emozione cresce…
-abbiamo bussato alle porte della piu’ buia stanza dell’inferno, spinti al limite, ci siamo trascinati dentro…osservavamo dalle quinte scene che si ripetevano…vedemmo noi stessi come mai ci eravamo visti, ritratto del trauma e degenerazione… i dolori patiti senza mai essere liberi.-
i warsaw cominciavano a guadagnarsi qualche recensione sulle riviste specializzate, ma ian morde il freno, non sopporta che la loro fama cresca così lentamente: lui era per tutto e subito, il fallimento non era contemplato. fu così che cominciò a tediare tony wilson, che faceva una trasmissione a granada report, per far ottenere al gruppo un passaggio televisivo.
dicembre '77, i futuri Joy Division peter hook al basso, bernard sumner chitarra, steven morris batteria e ian curtis voce, registrano An ideal for living, un ep totalmente autoprodotto, con la copertina disegnata da sumner. [ praticamente un poster che piegato in quattro aveva le dimensioni adatte per contenere un disco ]. il disco, unito al nome Joy Division, preso direttamente dalle baracche dei lager dove vivevano le donne che si prostituivano per avere in cambio la vita, e al disegno che evocava scomodi fantasmi nazisti, sarà ben presto facile bersaglio di critiche feroci. le canzoni sono warsaw, no love lost, leaders of men e failures. è il 25 gennaio del ’78 quando i Joy Division fanno la loro prima apparizione televisiva a granada reports. ospiti in studio da tony wilson che finalmente aveva gettato la spugna sotto la pressione di ian. nel frattempo wilson fonda la factory records e due pezzi dei JD, glass e digital entrano nella compilation -A factory sample- edita per il lancio della label. grazie a questo, a martin hannett e al loro suono pulsante, fatto di tinte cupe e graffianti come un gesso sulla lavagna e testi in bilico tra poetica sofferenza ed esaltazione dell’angoscia, i JD sono pronti per entrare, inconsapevolmente, nella leggenda. dicembre ’78, primo concerto a londra, e prima manifestazione del –grande male-. nel gennaio del 1979 curtis appare sulla copertina di NME. oramai la gente sa, ian è epilettico, e questo spiega in parte le sue mosse inconsulte durante le performance, una parodia per esorcizzare la malattia fatta di scatti legnosi e sguardi persi nel vuoto. esce il singolo she’s lost control e john peel li ospita per la loro prima Peel session. L’alchimia è perfetta, la fusione totale dei quattro con hannett fa sì che quel disco con la copertina scarna disegnata da peter saville, e le parole, che trasudano solitudine e nichilismo, senza mai speranza ma dense di consapevole rassegnazione, facciano di UNKNOW PLEASURE una pietra miliare. seguono transmission, dead soul e atmosphere, la mia canzone preferita. il video è splendido e allo stesso tempo inquietante: il bene e il male, l’eterna lotta. iniziano un tour di 24 date con gli amici Buzzcocks, un successo. a ottobre due date all’apollo theater di Manchester verrano poi chiuse nel video documento Here are the young man, e a novembre la seconda peel session. l’attività live ora è frenetica e gli attacchi di ian crescono, il matrimonio con deborah enrta in crisi, e lui comincia a frequentare annik, altresì detta lo scaldabagno belga. passa sempre piu’ tempo fuori da casa, la fama del gruppo cresce, di pari passo con la restizione all’accesso ai camerini da parte delle mogli. la legge dello showbiz è implacabile. love will tears us apart è il manifesto di questa lacerante decadenza del sentimento.
a questo punto ho finito le sigarette, meno male che mi è venuta l’illuminazione di comprare il tabacco come scorta provvidenziale. dalle casse atmosphere... ho il magone. ecco.
-cammina in silenzio, non andartene.. in silenzio….bada al pericolo, pericoli sempre, conversazioni senza fine, ricostruzione esistenziale.non andartene…cammina in silenzio, non allontanarti, in silenzio…la tua confusione, le mie illusioni, indossate come una maschera d’odio di sé…sfida e poi muore. non andartene.-
e siamo a marzo 1980, i JD stanno per registrare il secondo album, CLOSER. i testi di curtis sono sempre piu’ angoscianti, la sua depressione è incanalata in uno stato di calma apparente. la musica sempre più spettrale, da atrocity exhibition a decades la disperazione è scoperta, limpida e assoluta. il disco è prodotto ancora da hannett ed uscirà a luglio; la copertina è una foto scattata al cimitero di Staglieno a genova, come la copertina di love will tear us apart. in aprile ian tenta il suicidio con un overdose di fenobarbital, ma viene salvato da una lavanda gastrica. non c’è però tempo per fermarsi, subito dopo un concerto dove canterà solo due pezzi tra l’ira del pubblico e bottiglie che volano per il locale, se ne va da casa e si trasferisce prima da sumner e poi da tony wilson. intanto il gruppo è in procinto di partire per il tour che li porterà in america. il video di love will tear us apart viene girato il 25 aprile dell’80. il due maggio suonano a birmingham. questo è l’ultimo concerto dei Joy Division, il 18 maggio ian si impicca in cucina nella sua casa di macclesfield, una bottiglia di whiskey vuota e nel giradischi gira incessantemente The idiot di iggy pop. Il bene e il male hanno fatto pace. i JD si fermano qui.

fondamentalmente vogliamo suonare e divertirci con ciò che facciamo. Credo che quando smetteremo di farlo, credo che , ecco, sarà il momento di darci un taglio, sarà la fine.
ian curtis, intervista a radio lancashire 1979
Non dormo ho gli occhi aperti per te, guardo fuori e guardo intorno come è gonfia la strada polvere e vento nel viale del ritorno...
Quando arrivi, quando verrai per me guarda l'angolo del cielo dove è scritto il tuo nome, dove è scritto nel ferro...
Nel cerchio d un anello... dove ancora mi innamoro e mi fa sospirare così... adesso e per quando tornerà l'incanto
E se mi trovi stanco e se mi trovi spento sei meglio già venuto e non ho saputo tenerlo dentro me
I vecchi già lo sanno il perché e anche gli alberghi tristi che troppo e per poco e non basta ancora ed è una volta solo
E ancora proteggi la grazie del mio cuore adesso e per quando tornerà l'incanto... l'incanto di te... di te vicino a me.
Ho sassi nelle scarpe e polvere sul cuore freddo nel sole e non bastan le parole
Mi spiace se ho peccato, mi spiace se ho sbagliato se non ci sono stato se non sono tornato
Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore adesso e per quando tornerà il tempo... il tempo per partire... il tempo di restare il tempo di lasciare il tempo di abbracciare..
In ricchezza e in fortuna in pena e in povertà nella gioia e nel clamore nel lutto e nel dolore nel freddo e nel sole nel sonno e nel rumore ovunque proteggi la grazia del mio cuore ...ovunque proteggi la grazia del tuo cuore
ovunque proteggi proteggimi nel male ovunque proteggi la grazie del tuo cuore
Fragole infinite di cent'anni fa, auto gialle corrono nel blu l'orologio fermo sopra la citta' nella torre segna un'ora in piu'. Tu sei il profumo di rosa e il fiume mi parlera' di te conosce ogni cosa e sa. L'oro che regali lo disegnero' sopra un cielo fatto di bonta' l'ora delle fragole ti ha detto si dalla torre della liberta'. Tu sei profumo di rosa e il mare mi parlera' di te conosce ogni cosa e un giorno ti chiedera' dove volerai. Sul tuo manto bianco mi riposero', salutando il sole salirai dentro il miele caldo ti ricordero', come neve che non torna mai. Tu sei il profumo di rosa e il fiume mi parlera' di te conosce ogni cosa e sa.
finalmente il sito ha assunto una sua identità, è ancora fermo come un cane di ceramica ma presto sarà vivo, mobile e rumoroso.
http://bitterdollz.com

ciao Alida!
" Il tempo non ha mai appannato l'intensità, la vitalità interpretativa, la fotogenia di un corpo e un viso fatti per il cinema, di una donna forte, laconica, spesso squattrinata, brava e bella, meravigliosa."
lietta tornabuoni, da la stmpa web
ventiaprile

so closer
closer mi è piaciuto, a parte i dialoghi a volte stupidi o doppiati da cani forse. Questo bisogno di dire la verità a tutti i costi non l'ho mai gradito, inutile e deplorevole, ma è reale, tutto il film è terribilmente realistico. uomini così ce ne passano davanti tutti i giorni e anche donne ligie al compromesso comodo e alla voglia di evasione circoscritta nel boschetto della loro fantasia. ognuno con la propria paranoia, con il proprio bisogno di dimezzare la colpa passandone metà all'altro che gradisce come una palata in faccia [eki docet]. Il film ha inquadrato il disperato bisogno di affetto, di possesso e di appartenenza e le inevitabili conseguenze. ce n'è per tutti.

larry: I want to tell me your name, please
[he gives her some money]
alice: thank you, my name is Jane
larry: your real name.
[he gives her some more money].
alice: thank you. my real name is Jane.
larry: careful.
[he gives her more money.]
alice: thank you. still Jane.
larry: I've got about another 500 quid here.
why don't I just give you all this money,
and you tell me what your real name is. Alice.
alice: I promise.
[he gives her the money.]
alice: thank you, my real name is plain....Jane Jones
verità travestita, è in scena la finzione, per proteggere l’ultimo baluardo di verità, un po’ come fingersi morti per non farsi ammazzare del tutto.
show me! where is this love? I... I can't see it, I can't touch it. I can't feel it. I can hear it. I can hear some words, but I can't do anything with your easy words. whatever you say is too late.
la portman è un'autentica Bitter Doll[z]
certi film andrebbero visti in condizione neutra, senza contaminazioni d’amore e di delusioni pulsanti cosicché si possa prendere coscienza della natura umana senza cadere in depressione.
big murray day
there is an and, the greenhornes with holly golightly 
Broken flowers di Jim Jarmusch, molto bello. il Murray stralunato in questi ruoli perfettamente cuciti su di lui. fotogrammi di vite, coincidenze, dubbio, rimpianto e rabbia. bello, rosa e in dissolvenza, che secondo me sottolinea la solitudine, i buchi neri, le pause da sè stesso e dalla realtà. anch' io a volte vorrei vivere in dissolvenza. invece Life aquatic with Steve Zissou meno bello ma con particolari geniali, mi ha riportato a Big Fish ma solo per un attimo. nel palesarsi del sogno. ricerca e solitudine in due giorni di pioggia.


C'è chi si è sentito come dopo le Torri Gemelle. C'è chi si è svegliato ogni mezz'ora per guardare i risultati. C'è chi non voleva svegliarsi. C'è chi non ci voleva credere. C'è chi era giù come dopo le finali di coppa del mondo con il Brasile del 1994 e del 1970. C'è chi ha preso il sonnifero per dormire. C'è chi non si è più trattenuto e ha gridato forte, nella notte : "Forza Italia, quella vera!". C'è chi ha guardato il suo bambino e ha pianto. C'è chi si è vergognato di essere italiano. C'è chi si è vergognato per gli italiani. C'è chi ha deciso di iscriversi anche lui alla mafia. C'è chi ha pensato ai brogli e poi è andato a letto. C'è chi voleva spaccare tutto. C'è chi aveva rinnovato il passaporto e le valigie pronte. C'è chi era sicuro della Campania. C'è chi ha pregato. C'è chi ha sperato negli italiani all'estero. C'è chi si è stancato di sperare. C'è chi si è sentito spaccato in due , come l'Italia. C'è chi si è sentito già in Argentina. C'è chi ha creduto di non pagare più l'Ici e le tasse sui rifiuti. C'è chi ha pensato: "Adesso basta lo dico io!". C'è chi ha prenotato un volo low cost per un posto lontano. C'è chi ha guardato dal suo letto il soffitto e ha deciso di non mollare, mai.
beppe grillo undici aprile duemila6
vado in onda... silenziosamente la mia mente sogna... io sono fermo ai bordi della strada e stranamente io non ho vergogna sto aspettando e sto chiamando che qualcuno mi risponda... sono a casa la mia porta è aperta e la mia luce è accesa come un ladro nella notte puoi venire Io non ho difesa mentre dormo mentre sogno puoi colpire di sorpresa soffia il vento sulla punta del molo con un piede batto il tempo spreco il tempo sta piovendo la tempesta sul mio viso sta passando si sta sciogliendo... io sono in onda... chiudo gli occhi e ti vedo forte e chiaro io sono in onda... il mio nemico è in piedi ed io lo vedo ride fermo sulla sponda ed io lo guardo e gli sorrido mentre la mia nave affonda... soffia il vento sulla punta del molo con un piede segno il tempo... passo il tempo
in onda, francesco de gregori

notte, incanta le ombre con musica di foglie e vento, danza leggera con gli occhi chiusi e vestito di organza, sogni di bambina attaccata ad un grembiule umido di lacrime capricciose, eco di risate, odore di tempo trascorso. occhi, aperti sulla luce, amore infinito amore.
è primavera solo sulla carta. qui dentro ci sono nuovi ospiti, e io sono ospite di me stessa e del mio umore giocoso. oggi sono felice.
...love is blindness I don't want to see won't you wrap the night around me.... oh my heart... love is blindness in a parked car in a crowded street you see your love made complete thread is ripping the knot is slipping love is blindness... love is clockworks and cold steel fingers too numb to feel squeeze the handle blow out the candle love is blindness ....love is blindness I don't want to see won't you wrap the night around me oh my love blindness a little death without mourning no call and no warning baby...a dangerous idea that almost makes sense love is drowning in a deep well all the secrets and no one to tell take the money............. honey ...blindness............... love is blindness I don't want to see won't you wrap the night around me oh my love blindness


Control movie update - filming will begin in may
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